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La forma
Il termine Gestalt deriva dalla tradizione della Psicologia della Forma, la scuola tedesca che nella prima metà del secolo ha dato allo studio dei fenomeni percettivi un contributo originale e determinante. A questo filone di studi si ispirarono Frederick Perls e la moglie Laura, psicologa e ricercatrice, che contribuì in modo considerevole alla messa a punto della Psicoterapia della Gestalt assieme ad un gruppo di collaboratori. Tra questi vanno citati Paul Goodman, Ralph Hefferline ed Isadore From. Le intuizioni di Perls e dei suoi collaboratori, sviluppate in seguito attraverso il lavoro di molti allievi, hanno rivelato un enorme potenziale ed hanno reso evidente la capacità di questa pratica terapeutica di rispondere ai disagi del nostro tempo grazie alla particolare attenzione che viene costantemente portata, oltre che sui processi intrapsichici, anche sui processi interpersonali e sul rapporto persona-ambiente, nel complesso e mutevole contesto sociale dei nostri giorni.

Figura-sfondo
La Psicoterapia della Gestalt estende al campo della vita affettiva i principi dei fenomeni percettivi. In particolare è centrale l'idea che noi percepiamo la realtà come una forma in rapporto ad uno sfondo. Figura e sfondo, nel loro continuo farsi e rifarsi dinamico, costituiscono il campo esperienziale che si definisce di volta in volta sempre in relazione ad un punto di vista soggettivo. La realtà non è mai "data" al di fuori del soggetto che la esperisce attraverso l'attività dei suoi sensi ed attraverso la soggettiva attribuzione di senso. Ogni esperienza emotiva si configura dunque come emergenza carica di significato e sostenuta dalla responsabilità personale.


 
> ATTIVITA'
* psicoterapia
* formazione clinica
* relazione d'aiuto
* studi e ricerche
   
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