Magari fratelli

Parliamoci
come parenti lontani,
come cugini almeno
o magari fratelli.
Guardiamoci
negli occhi senza inganno
per cercare quale di noi
è mancato per primo
all’appello.
Di modeste ragioni
per l’assenza
abbiamo agende strapiene
consunti calendari
chiamate a vuoto
su liste interminate.
Dei torti poi
i contabili
non hanno perso traccia
tenaci inquisitori
mastini di memoria
che non cancella
l’odore del sangue
una volta versato
e per sempre.
L’odio è un ospite ingrato
ma non c’è
chi non gli abbia
aperto la porta.
I ricordi stanno
come fuochi della veglia
per sentinelle insonni
e la paura assegna a ciascuno
il suo turno
di guardia armata
a fortezze di sabbia.
Così siamo
guardinghi ambasciatori
destinati a convegno
su quest’unica terra.
Solo parole abbiamo
per trovarci
e d’amore il filo
che resiste.



Alberto Melucci, dal libro "Mongolfiere" Ed. Archinto Milano 2001